Il camper non ha una vera e propria definizione; chi ama l’avventura, chi non si spaventa di dormire in un mezzo mobile, in mezzo alla strada, o in un parcheggio, può tranquillamente diventare un camperista.
Essere un camperista è di fatto uno stile di vita.

Questo semplicemente per introdurre una particolare avventura di un ragazzo e una ragazza che, muovendosi e dormendo all’interno di un veicolo puramente italiano, “storico” per così dire, hanno intrapreso un viaggio di più di 9.000 km. Non è necessario infatti acquistare o noleggiare camper da decine e decine di migliaia di euro super accessoriati, full optional, per essere camperista; si è camperisti nell’animo, dentro, senza avere bisogno di sfoggiare modelli all’ultimo grido e super costosi.

Fare un viaggio di 9.000 km, in auto, dall’Italia alla Norvegia è un’avventura sicuramente indimenticabile. Compierlo in camper può arricchire decisamente l’esperienza di viaggio, vista la possibilità di fermarsi dove più si preferisce, da soli in completa armonia con la strada ed il paesaggio. Farlo invece con una Panda-camper realizzata fai-da-te è probabilmente il viaggio più affascinante, più “camperistico” e più romantico che una coppia di Torino potesse fare.
Si chiamano Luca e Silvia e insieme hanno deciso di intraprendere questo viaggio in assoluta libertà, avendo un loro mezzo, piccolo, che lui avrebbe potuti portare dappertutto e che li rappresentasse a pieno. La Panda è del 2001; è stata scelta 4×4 in maniera tale da poter affrontare qualsiasi percorso o terreno impervio gli si ponesse davanti.

Il viaggio si sa, rappresenta la parte migliore, ma molto spesso la preparazione di una traversata, specie se così particolare, è una fase estremamente delicata che necessita di tutta l’attenzione possibile, che va affrontata insieme e carichi di entusiasmo. Silvia infatti si è improvvisata meccanico, sotto le direttive di Luca, che di meccanica invece ne capisce; insieme hanno lavorato per la preparazione off-road, per “camperizzare” al meglio la Panda, divertendosi e aguzzando l’ingegno.
Il lavandino ad esempio è una vaschetta metallica per il gelato che hanno accuratamente modificato per le loro esigenze; la tanica dell’acqua da 25 L è stata posizionata sul tetto, fondamentale per l’utilizzo a gravità del lavandino e del doccino. Sono stati inoltre creati dei vani per pentole e vettovaglie e due cassetti, uno per ciascuno, che fungono da armadio. La struttura dell’auto è stata coibentata inoltre opportunamente.
La “camperizzazione” della Panda è stata completata in circa 2 mesi, sfruttando tutto il tempo libera a loro disposizione, spendendo per un totale di 5.000 euro.

Il viaggio è stato compiuto a luglio; 22 giorni per percorrere 9.000 km, con la più o meno leggera preoccupazione che la Panda-Camper potesse presentargli qualche problema. In realtà, il motore si è confermato essere uno dei più duraturi e resistenti al mondo; in tutte e 5 le nazioni attraversate, con 680 L di benzina, il Pandino “camperizzato” non ha mostrato alcun segno di cedimento!
Il viaggio è riuscito alla perfezione, andando tutto per il meglio; il tragitto è stato vissuto appieno dai due ragazzi, gustandosi al 101% tutte le sfumature che il territorio circostante che hanno attraversato avesse da offrire.