Ogni volta è la stessa storia. Quante volte durante un’uscita o un viaggio in coppia o tra amici, o con i vicini di piazzola, si è arrivati a discutere relativamente ai “ruoli” ed ai “compiti” che l’uomo e la donna devono avere a bordo? beh… sono quasi certo che ciò accade praticamente ad ogni uscita!!

Per gli uomini il camper si sa, è il loro giocattolino super tecnologico da arricchire con un’infinta serie di accessori, spesso di dubbia utilità, fai da te, da mostrare con orgoglio, con fare puramente mascolino, a tutti gli sventurati che accettano l’invito di salire a bordo del loro bolide. Dal “distributore di sapone” incorporato nella carrozzeria, alla scarpiera attaccata al soffitto, le soluzioni “geniali” fai da te traboccano nei manuali o nei siti di camper, molto spesso considerati delle vere e proprie bibbie per “l’uomo-camperista che non deve chiedere nulla”.

Per il gentil sesso invece il camper non è altro che un’estensione della propria casa nella quale stipare e conservare tutto ciò che potrebbe servire perchè “nulla è scontato” e perché è necessario essere preparati anche alla prossima era glaciale, che potrebbe arrivare da un momento all’altro! Poi, se si hanno bambini, la faccenda diventa molto più delicata. Non è difficile infatti, trovare, anche nascosti negli spazi più assurdi, le cose più impensabili: abbigliamento 4 stagioni suggeriti direttamente da Carla ed Enzo Miccio di “Come ti vesti?”, materiale didattico ed educativo degno della migliore scuola, kit pronto soccorso alla Doctor House, aggeggi che “manco McGiver”. Per non parlare, infine, degli attrezzi in cucina: serie di pentolame degne di Master chef, mai usati in casa ovviamente e che, senza alcun dubbio, mai si useranno durante una vacanza in camper.

Dall’alba dei tempi, l’uomo guida e la donna cucina. Quest’espressione, ormai di altri tempi, oggi ha perso quasi significato… o quasi. Il gioiellino a 4 ruote, dotato di anima propria, difficilmente potrà essere messo in moto e guidato da un essere di questo mondo che non sia il suo padrone. L’uomo infatti, quando sale sopra al camper viene spesso pervaso da un animo tutto medioevale, dimenticandosi di essere nel XXI secolo, immaginando che il camper che sta guidando sia il suo fedele destriero. La donna dunque, a meno di situazioni critiche, vicine alla fine del mondo, difficilmente potrà sedersi alla guida di questa sua “creatura”. C’è però chi non si lascia coinvolgere da questo spirito medioevale, e concede spesso e volentieri alla sua compagna di viaggio, il privilegio di guidare il camper. Tuttavia per quanto brava e abile possa essere la nostra guidatrice donne, se al volante c’è “la donna”, si scatena irreprensibilmente l’apprensione maschile. È una paura ancestrale: con lei alla guida, lui non riuscirebbe a prender sonno neanche dopo una dose concentrata di sonniferi. Il guidatore-chef perfetto maschile non esiste; per questo in cucina non aspettatevi piatti fantastici da leccarvi i baffi: lui in camper ha una sola attività culinaria ragionevole, arrostire le carni alla brace!