Le recenti disposizioni di legge sulla riduzione delle polveri sottili e dell’inquinamento in generale hanno destato molte preoccupazioni fra i possessori di camper e fra coloro che si accingono a diventarlo. Le meccaniche di ultima generazione rispondono ai parametri Euro 4 e, in qualche primo caso anche Euro 5, perciò l’acquisto del nuovo o di un usato recente non danno problemi rispetto alla normativa: ma è proprio quest’ultima a rendere più difficoltosa la comprensione del problema.

Infatti, al contrario di altri Paesi europei dove sono state promulgate leggi nazionali per regolamentare le circolazioni sotto questo aspetto, in Italia le norme sono differenti da regione a regione a in molti comuni vengono addirittura applicate le deroghe locali.

Il rimedio più immediato consiste nel retrofitting, cioè l’applicazione di un dispositivo filtrante allo scarico dei fumi (interessante l’esempio degli Stati Uniti, dove già da anni è stata lanciata una campagna di adesione volontaria per promuovere i catalizzatori). Tutto questo, in ogni caso, ha un’importanza relativa ai fini dell’uso dei camper trattandosi di uno strumento impiegato perlopiù al di fuori dei grandi centri urbani, contesto nel quale sono presenti usualmente le maggiori restrizioni.

Laddove esiste uno specifico divieto di circolare con motori fino a Euro 3 o più vetusti in determinate aree cittadine, se non si può arrivare con il veicolo sotto casa ci si dovrà organizzare per il carico e lo scarico dei bagagli approfittando delle fasce orarie consentite, oppure scegliere un rimessaggio esterno all’area urbana in cui poter lasciare con sicurezza la propria auto durante l’assenza.

Lo stesso vale per la visita a determinate località: se il centro risulta irraggiungibile a bordo di un mezzo troppo inquinante per le disposizioni locali, si dovrà trovare un luogo di sosta da cui spostarsi agevolmente a piedi, in biciletta o con mezzi pubblici.

Per sapere a quale categoria Euro appartiene un veicolo basta consultare il libretto di circolazione. Sulla carta del vecchio tipo l’indicazione si trova in basso nel riquadro 2, su quella di nuovo tipo in formato A4 è invece riportata alla lettera V.9 del riquadro 2 ed è spesso integrata da un’ulteriore specifica nel riquadro 3. Ecco intanto un riepilogo per orientarsi fra le sigle relativamente agli autoveicoli e ai veicoli commerciali con massa entro i 35 quintali.

Euro 1 91/441 CE, 91/542 CE punto 6.2.1.A, 93/59 CE.

Euro 2 91/542 punto 6.2.1.B, 94/12 CE, 96/1 CE, 96/44 CE, 96/69 CE, 98/77 CE (La categoria contempla però circa 70 diciture oltre a queste: informarsi presso la propria Motorizzazione o reperire le tabelle complete in internet digitando chiavi quali “Euro 0, Euro 1” e simili).

Euro 3 98/69 CE, 98/77 CE rif. 98/69 CE A, 1999/96 CE A, 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, 2001/1 CE rif. 98/69 CE, 2001/27 CE A, 2001/100 CE A, 2002/80 CE A, 2003/76 CE A.

Euro 4 98/69 CE, 98/77 CE rif. 98/69 CE A, 1999/96 CE A, 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, 2001/27 CE B, 2001/100 CE B, 2002/80 CE B, 2003/76 CE B, 2005/55/CE B1, 2006/51 CE rif. 2005/55/CE B1.

Euro 5 2005/55/CE B2, 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2, 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato).

Sono comunque Euro 4 i veicoli in cui la direttiva riportata si conclude con la sigla CE B, ed Euro 5 quelli siglati CE B2. In mancanza della lettera B, certamente il veicolo appartiene ad una delle categorie precedenti.

Sono Euro 0 i veicoli non catalizzati a benzina e i veicoli non ecodiesel o quelli immatricolati entro il 31 dicembre 1992 (a meno che non sia presente sul libretto la dicitura “rispetta la direttiva CEE n. 91/441).