“Il camper non è una soluzione. Il camper vuol dire che resisto, perché non avevo altra scelta”.

I terremoti da sempre hanno caratterizzato il nostro pianeta. D’altro canto si sa, viviamo in un pianeta vivo, attivo ed in continuo mutamento, e il susseguirsi dei terremoti non è altro che una chiara e lampante dimostrazione di ciò.

Le zone colpite in questi anni con maggiore frequenza da questi fenomeni geologici sono le zone di montagna o dell’entroterra della nostra penisola, molto spesso caratterizzate da abitazioni ormai datate, quasi antiche, ovviamente non progettate seguendo i moderni criteri antisismici.

In questo contesto, accade frequentemente, specialmente nei periodi caratterizzati da sciami e fenomeni sismici ripetuti in brevi intervalli temporali, che molte persone decidano di “rifugiarsi” e mettersi al sicuro all’interno dei propri caravan o camper. Il camper infatti, essendo a tutti gli effetti un veicolo, se parcheggiato in zone sicure, stabili e libere da strutture pericolanti, rappresenta un vero e proprio rifugio ed un tetto solido e stabile, sotto il quale riposare senza aver timore che questo possa crollare in seguito ad una scossa.

Molti cittadini della città dell’Aquila, a valle del disastroso sisma del 2009, hanno optato questa “soluzione” momentanea. Nel 2010 e nel 2011 infatti si è registrato un grande incremento delle richieste di noleggio a lungo termine o acquisto di camper o di caravan, specialmente nel territorio abruzzese.

Il camper inoltre potrebbe apparire come la più concreta “soluzione” o modalità per cercare di reagire ed andare avanti, per continuare a vivere, per cercare di riprendere la normalità, o addirittura, per lavorare, da parte di chi una non ha più un tetto sotto cui vivere, in seguito agli affetti devastanti di un terremoto.

Ne è un chiaro esempio la testimonianza riportata dall’avvocato Antonella Gamberoni che, dopo il sisma nelle marche dell’ottobre 2016, si vista costretta a trasferire il suo studio legale, totalmente inagibile, dal centro storico di Macerata a dentro il suo camper, parcheggiato nella città. L’avvocato afferma che sono infatti assenti spazi al chiuso affittabili, o se presenti, hanno dei prezzi assurdi, risultato di una chiara speculazione finanziaria.

Il nostro mezzo ricreativo dunque oltre ad essere un compagno imprescindibile, con cui realizzare viaggi e itinerari pazzeschi in giro per il mondo, rappresenta anche una “sicurezza”, un tetto sicuro ed un modo per guardare oltre e per cercare di reagire dopo una tragedia, come quella di un terremoto.