Il problema ambientale provocato dall’utilizzo dei combustibili fossili nei nostri mezzi di trasporto, sia in termini di quantità rimanente e sia in termini di effetti ambientali della combustione stessa, ed il conseguente incremento del loro prezzo unitario, si è ormai consolidato ed insediato all’interno del nostro modo di percepire il viaggio ed il movimento all’interno delle città.

Che Milano o Roma abbiano una densità dell’aria particolarmente alta, ed una qualità della stessa ai minimi storici, non è di certo una novità.
Una “soluzione”, se è possibile chiamarla così, è rappresentata senza dubbio da un’ipotesi nata agli inizi degli anni 2000, oggi divenuta una vera e propria realtà: i veicoli elettrici (o ibridi). Quando si parla di veicoli ibridi, il significato è piuttosto semplice, e fa riferimento alla presenza di due motori: uno elettrico ed uno termico, che può essere alimentato a gasolio o a benzina.

Ma se l’automobile ibrida ha avuto e sta avendo un discreto successo, perché non pensare la stessa cosa anche per i nostri amati camper?
L’idea di un camper elettrico, a primo giudizio, potrebbe cozzare con la sua natura stessa, legata all’avventura, ad un tipo di vacanza “nomade”, senza avere il bisogno di fermarsi ogni 150 o 200 km per ricaricare la batteria. Oltre che essere obbligati a fermarsi per fare il pieno di elettricità, i percorsi ed i tracciati diventano “scelta obbligata”, poiché non tutte le stazioni di rifornimento sono, ad oggi, adibite alla ricarica di elettricità. Dunque il viaggio on the road e la necessità di rifornirsi di elettricità costantemente, volendo utilizzare un eufemismo, non rappresentano un connubio perfetto.

Ciò nonostante Hymer tra le aziende leader nella costruzione di camper, roulotte e motorhome ha presentato in esclusiva al Salone del Caravan di Düsseldorf 2011, il primo prototipo di camper a trazione ibrida al mondo, realizzato in collaborazione con Micro-Vett S.p.A. e AL-KO Kober.
L’asse anteriore di questo tipo di Camper è a trazione endotermica, mentre l’asse posteriore è a trazione elettrica. L’autista, in questo modo può scegliere tra l’alimentazione Diesel o elettrica attraverso un comando posto sul cruscotto. Quando viene selezionata la modalità elettrica, il motore diesel si spegne automaticamente; il camper in questa modalità è alimentato da batterie ai polimeri di litio e può raggiungere una velocità massima di circa 50 km/h, con un’autonomia di 40 km.

Una soluzione più pratica rispetto a questa, che in un certo senso risolverebbe anche la “contraddizione” tecno-culturale” legata al camperista obbligato a fare rifornimenti elettrici, proviene dalla Germania. Il modello e.home, presentato dalla azienda tedesca Dethleffs, si propone di eliminare tale ossimoro. L’idea che sta alla base di tale veicolo è quella di una casa mobile a zero emissioni, con la possibilità di ricaricarsi anche off grid, lontano dalle prese elettriche, grazie all’energia solare. Il fatto di utilizzare infatti l’energia elettrica prelevata dalla rete per ricaricare il proprio veicolo, non risolve il problema ambientale, semplicemente “lo sposta” verso una problematica meno sentita e meno “urgente”. L’energia elettrica prelevata dalla rete infatti viene comunque prodotta utilizzando fonti fossili, tramite i classici metodi di produzione di energia elettrica. Un veicolo di questo tipo, ibrido, con la possibilità di autoproduzione di energia elettrica per autoalimentarsi, allora sì, è in grado di risolvere, nella sua totalità, il problema ambientale di cui si è parlato.

L’e.home è costruito su telai Dethleffs Iveco Daily Electric. L’Iveco Daily è alimentato da un motore elettrico da 107 CV dotato con diversi tipi di batteria. Il top di gamma offre una batteria con durata di circa 280 km. Tuttavia, tali batterie, montate su un camper, che pesa più di un veicolo commerciale, l’autonomia scende a poco più di 150 km. Per questo motivo. gli installatori hanno deciso di montare sull’intera superficie esterna del mezzo 31 metri quadrati di pannelli solari a film sottile. Il sistema fotovoltaico permette di generare fino a circa 3.000 W di energia elettrica, che serve ad alimentare la batteria al sodio cloruro di nichel da 228 Ah; si tratta di un accumulatore che può sopportare 1.500 cicli di carica, pari a 250 mila km.

L’e.home è il risultato di una visione di un camper completamente elettrico. Quando viene utilizzato il termine “completamente” si intenda comprese anche le funzioni di cottura refrigerazione e riscaldamento. Questo è il vero concetto di camper a zero emissioni.

Nei casi in cui si ha la necessità di ricaricare il camper, la ricarica può avvenire con presa da 230 volt, ma occorrono circa 24 ore per completare il processo. Con un’alimentazione a 32 A come quella che si potrebbe avere a casa, il tempo di ricarica si riduce a circa 10 ore. Tuttavia, utilizzando un allaccio dedicato, le batterie possono essere ricaricate fino all’80% in sole due ore.

Il concept e.home, anche se si tratta di un primissimo modello, sicuramente rappresenta la risposta camperistica che meglio unisce le esigenze ambientali e quelle dei camperisti che, di norma, non vogliono privarsi dell’avventura on the road.